Perchè il flashmob di Sanremo va’ contro tutti i principi del femminiso

Oggi mi voglio allontanare un attimo dall’argomento beauty e skincare e parlare per la prima volta ( non credo sarà l’ultima) di un tema che mi stà molto a cuore:il femminismo e la parità di genere.
Giusto per essere chiari, il femminismo non è sostenere che le donne siano meglio degli uomini (come invece fa’ il maschilismo), ma combattere affinché il sesso biologico non sia un fattore predeterminate per i diritti degli individui. E invece, quello che è passato a Sanremo, è stato proprio un femminismo che venera ed elogia la donna nella sua più totale banalità.

Ripercorriamo i fatti: 

La Hunziker esce sul palco cantando “I maschi” e “Bello e impossibile” di Gianna Nannini. Due canzoni scritte da una donna e, tra l’altro, tra le prime che sdogano il concetto di attrazione fisica dal mondo maschile (sì, anche noi abbiamo degli ormoni). A quel punto una signora si alza dal pubblico sbracciandosi e inizia a criticare Michelle perchè lei “unica donna sul palco, canta canzoni sui maschi”.  A lei mano a mano si unisce un altra parte di pubblico femminile  che si alza dichiarandosi d’accordo con la critica appena espressa. E qui il primo controsenso: non solo vengono interrotte delle canzoni che hanno un punto di vista femminile, ma viene persino passato il concetto che le femministe si indignano al solo sentire la parola”maschio”.
Ma ovviamente non è finita qui, perché una di queste, citando un pezzo di Baccini,  se ne esce fuori, con “tu sei una mamma no? Tutte le donne di Napoli sono delle mamme”. Quindi se siete di Napoli dovete essere mamme, chissenefrega di tutte le battaglie intraprese negli anni affinchè una donna non venga sminuita solo per il fatto di non avere figli. E poi con tutte le strofe della canzone dovevano proprio citare l’unica che riguarda la maternità? 
Continuiamo.. A questo punto tutte le sopracitate signore salgono sul palco e iniziano a cantare delle canzoni “sulle donne”. In sequenza: “Le donne lo sanno” di Ligabue, “Acqua e Sapone” degli Stadio e “Non sono una signora” della Berté. Qui si apre un altra tristissima parentesi con la Hunziker che inizia ad intonare “Oh mia bela madunina” perchè, “la madonna è la madre di tutte la mamme”. Giusto per rimarcare il concetto che se non sei una genitrice non sei degna della protezione divina. 
Si continua con altri canzoni:  “Viva la mamma di Bennato (ancora con la mamma), “La donna cannone” di De Gregori,”Gli uomini non cambiano” di Mia Martini, “La fata” sempre di Bennato per concludere con “Quello che le donne non dicono” di  Ruggieri.  Che, se  il titolo può non dirvi nulla, sicuramente ricorderete la cantilena:
Siamo così, dolcemente complicate
Sempre più emozionate, delicate,
Ma potrai trovarci ancora qui 
Nelle sere tempestose, portaci delle rose
Nuove cose
E ti diremo ancora un altro sì.

Giusto! Perché la donna è fragile e delicata, sta’ sempre a casa ad aspettare l’uomo, e basta un mazzo di rose perché caschi completamente ai tuoi piedi. Quale essere femminile al giorno d’oggi non vorrebbe passare un messaggio del genere? 

Ma avete notato un altra cosa? Su 8 canzoni proposte 6 sono cantate da uomini e, in ogni caso, tutte composte da autori maschili. Quindi…. le canzoni scritte da una donna sull’attrazione per gli uomini non vanno bene, mentre gli uomini che elogiano le donne sì. Ma questa brutta parola che è femminismo (mai pronunciata ovviamente) non dovrebbe mirare all’uguaglianza tra i sessi?
Ovviamente, per concludere in bellezza, il tutto è stato condito da una splendida Michelle vestita con un lunghissimo abito rosa, che per carità, non ho assolutamente nulla contro il colore in se’, ma che non fa’ altro che rimarcare ogni stereotipo della donna bambola.
 Il finale si conclude con Michelle che prendendo per mano Favino esclama:”anche gli uomini! Perché è una battaglia da combattere insieme”. D’accordissimo, ma non avrebbe avuto allora più senso se uomini e donne avessero cantato insieme, invece da escludere completamente i primi? 

E’ triste vedere come un’occasione così importante, e sicuramente anche lodevole, sia stata sfruttata e pensata così male. Sinceramente mi dispiace molto, perché da una trasmissione guardata da più dalla metà degli italiani e da una donna che combatte per i diritti delle donne, mi aspettavo e speravo molto di meglio.
 

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